In cammino...
Arque, 15 mayo 2007
Moto Trial ALP Beta 250. Sveglia presto e partenza alle 06.20 per la Comunità di Tujsumaprendendo il cammino del Rio e non la strada alta che richiederebbe quattro ore di auto.Il cielo è azzurrissimo. Il mio abbigliamento a strati non riesce a sconfiggere il freddo pungente.Subito il Rio, il Padre lo attraversa solo in moto, poi lascia la moto e viene di qua dalla riva a prendermi e mi aiuta ad attraversarlo. Sempre le solite regole: non guardare l’acqua (è impetuosa e marrone … … fa paura!) e tagliare in orizzontale con le spalle a monte. L’acqua mi arriva fino a metàgamba; sono 4 i punti del Rio da attraversare e fra una bagnata e l’altra, via si riparte in moto. Sono un ghiacciolo i piedi (porto i sandali per comodità), non rispondono … sono quei momenti in cui pensi: chi me lo ha fatto fare … … a quest’ora sarei con i ragazzi dell’internado e il buon giorno meno traumatico e più caloroso di quello che sto vivendo.
Alé, alé, ultimo guado; lasciamo il Rio ed iniziamo a salire. Grazie alla mia statura, ho un margine di alcuni centimetri sopra la testa di P. Luciano; anche stando seduta dietro riesco a vedere el caminoche non c’è … … e ciò che c’è e che mi aspetta. Ad oggi la ruspa non è ancora passata a sistemare il cammino ed il sentiero è veramente brutto … …Dopo solo un’ora di moto non riusciamo più a salire, lasciamo la moto vicino ad un albero, stacchiamo la candela, zaino in spalla e via.
Vediamo il sentiero in alto però non sappiamo dove si prende e decidiamo di tagliare il canalone salendo lungo la massamora (detrite) ormai asciutta che i vari canali di scolo dell’acqua, durante il periodo delle piogge, hanno trascinato a valle nel Rio.Da brava montanara so che non si deve fare così; salire in verticale su un terreno così mi spezza le gambe … … però ho fiducia e seguo fedelmente l’apripista, cioè P. Luciano.Ad oggi il cammino doveva già essere sistemato, ma il protrarsi delle piogge e la stagione pazza per effetto del niño hanno ritardato i tempi. Finalmente ecco il sentiero; incontriamo alcuni minatori che lavorano nelle miniere di stagno; ci fermiamo e parliamo un po’; sono organizzati in cooperative,dicono che c’è lavoro perché il prezzo dello stagno è salito dallo storico di 4 $ a 6 $.Superiamo la Comunità di Abra, manca solo un’ora di cammino a Tujsuma, siamo già in quota (3.700 mt) e come si dice in gergo montanaro, ora è solo avvicinamento. Si è alzato il vento; prendiamo unsentiero che non c’è … … si vede giù in basso, ma come facciamo a raggiungerlo ? Scendiamo lungouna pietraia ripida ripida, non c’è neppure la cacca delle capre, segno che ci stiamo proprio inventando il cammino.
Nessuno passa di qui! Solo i due “storditi” che cercano di raggiungere il sentiero più in basso.Arriviamo a Tujsuma a mezzogiorno; alcuni campesinos avvisano le suorette dicendo che sono arrivati 2 caballeros. Pranziamo insieme e poi celebriamo la S. Messa.Le fatiche, il lavoro, la stanchezza, le gioie, gli insuccessi dei primi discepoli nell’annuncio della Parola, penso che siano un po’ anche i nostri. Le fatiche, le distanze da coprire, il condividere con la gente, non tutto è così immediato e facile.
Parlando con P. Luciano ci siamo chiesti cos’è che ci spinge ad andare, cercare un cammino … … che non c’è … … salire lungo canaloni e scendere per pietraie cercando un sentiero, cos’è che ci spinge al sacrificio di vivere disagi, ore di cammino in quota con il sole che picchia ed il vento che ti “ubriaca” ? Cos’è che ci muove dentro? Non lo so sinceramente, non ho una risposta unica e precisa, però so che qualcosa c’è, altrimenti non sarei neppur qui in quel della Bolivia. P. Luciano, da bravo prete e uomo di fede più di me, è convinto: è lo Spirito de Dios che ci guida e ci orienta, è la gioia nel condividere la Parola e la convinzione che è Palabra de Dios, … … e nelle fatiche poi prevale sempre un senso di pace e serenità, irrompe la felicità, il dono della gioia, la stessa che abbiamo provato al ritorno prendendo la moto e correndolungo la strada di sabbia che affianca il Rio, la stessa gioia che ogni sera, nonostante la stanchezza, mi fa dire ancora una volta GRAZIE !
Vi abbraccio
ciao
Joe
Moto Trial ALP Beta 250. Sveglia presto e partenza alle 06.20 per la Comunità di Tujsumaprendendo il cammino del Rio e non la strada alta che richiederebbe quattro ore di auto.Il cielo è azzurrissimo. Il mio abbigliamento a strati non riesce a sconfiggere il freddo pungente.Subito il Rio, il Padre lo attraversa solo in moto, poi lascia la moto e viene di qua dalla riva a prendermi e mi aiuta ad attraversarlo. Sempre le solite regole: non guardare l’acqua (è impetuosa e marrone … … fa paura!) e tagliare in orizzontale con le spalle a monte. L’acqua mi arriva fino a metàgamba; sono 4 i punti del Rio da attraversare e fra una bagnata e l’altra, via si riparte in moto. Sono un ghiacciolo i piedi (porto i sandali per comodità), non rispondono … sono quei momenti in cui pensi: chi me lo ha fatto fare … … a quest’ora sarei con i ragazzi dell’internado e il buon giorno meno traumatico e più caloroso di quello che sto vivendo.
Alé, alé, ultimo guado; lasciamo il Rio ed iniziamo a salire. Grazie alla mia statura, ho un margine di alcuni centimetri sopra la testa di P. Luciano; anche stando seduta dietro riesco a vedere el caminoche non c’è … … e ciò che c’è e che mi aspetta. Ad oggi la ruspa non è ancora passata a sistemare il cammino ed il sentiero è veramente brutto … …Dopo solo un’ora di moto non riusciamo più a salire, lasciamo la moto vicino ad un albero, stacchiamo la candela, zaino in spalla e via.
Vediamo il sentiero in alto però non sappiamo dove si prende e decidiamo di tagliare il canalone salendo lungo la massamora (detrite) ormai asciutta che i vari canali di scolo dell’acqua, durante il periodo delle piogge, hanno trascinato a valle nel Rio.Da brava montanara so che non si deve fare così; salire in verticale su un terreno così mi spezza le gambe … … però ho fiducia e seguo fedelmente l’apripista, cioè P. Luciano.Ad oggi il cammino doveva già essere sistemato, ma il protrarsi delle piogge e la stagione pazza per effetto del niño hanno ritardato i tempi. Finalmente ecco il sentiero; incontriamo alcuni minatori che lavorano nelle miniere di stagno; ci fermiamo e parliamo un po’; sono organizzati in cooperative,dicono che c’è lavoro perché il prezzo dello stagno è salito dallo storico di 4 $ a 6 $.Superiamo la Comunità di Abra, manca solo un’ora di cammino a Tujsuma, siamo già in quota (3.700 mt) e come si dice in gergo montanaro, ora è solo avvicinamento. Si è alzato il vento; prendiamo unsentiero che non c’è … … si vede giù in basso, ma come facciamo a raggiungerlo ? Scendiamo lungouna pietraia ripida ripida, non c’è neppure la cacca delle capre, segno che ci stiamo proprio inventando il cammino.
Nessuno passa di qui! Solo i due “storditi” che cercano di raggiungere il sentiero più in basso.Arriviamo a Tujsuma a mezzogiorno; alcuni campesinos avvisano le suorette dicendo che sono arrivati 2 caballeros. Pranziamo insieme e poi celebriamo la S. Messa.Le fatiche, il lavoro, la stanchezza, le gioie, gli insuccessi dei primi discepoli nell’annuncio della Parola, penso che siano un po’ anche i nostri. Le fatiche, le distanze da coprire, il condividere con la gente, non tutto è così immediato e facile.
Parlando con P. Luciano ci siamo chiesti cos’è che ci spinge ad andare, cercare un cammino … … che non c’è … … salire lungo canaloni e scendere per pietraie cercando un sentiero, cos’è che ci spinge al sacrificio di vivere disagi, ore di cammino in quota con il sole che picchia ed il vento che ti “ubriaca” ? Cos’è che ci muove dentro? Non lo so sinceramente, non ho una risposta unica e precisa, però so che qualcosa c’è, altrimenti non sarei neppur qui in quel della Bolivia. P. Luciano, da bravo prete e uomo di fede più di me, è convinto: è lo Spirito de Dios che ci guida e ci orienta, è la gioia nel condividere la Parola e la convinzione che è Palabra de Dios, … … e nelle fatiche poi prevale sempre un senso di pace e serenità, irrompe la felicità, il dono della gioia, la stessa che abbiamo provato al ritorno prendendo la moto e correndolungo la strada di sabbia che affianca il Rio, la stessa gioia che ogni sera, nonostante la stanchezza, mi fa dire ancora una volta GRAZIE !
Vi abbraccio
ciao
Joe

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